informazioni su ambiente, pace, diritti umani
Il Manifesto, 16 ottobre 2006
L’Aja
I movimenti processano la Banca Mondiale
Il tribunale della società civile apre la settimana di mobilitazione contro Bm e Fondo monetario
Antonio Tricarico
L’Aja
È il «Mondo contro la Banca». La società civile questa volta ha anticipato la Banca mondiale e pochi giorni prima dell'inizio degli incontri annuali dell'istituzione e del Fmi a Washington, previsti il prossimo fine settimana, ieri ha organizzato un'udienza del Tribunale permanente dei popoli all'Aja, volutamente sull'altra sponda dell'Atlantico.
G/1817/1/3
Legge Finanziaria 2008Ordine del Giorno
- Parere favorevole del relatore e del GovernoMARTONE, MELE, DEL ROIO, TONINI, PIANETTA, POLITO, MICHELONI, BACCINI, MANTICA, POLLASTRI, COSSUTTA.
Il Senato della Repubblica,
Considerata la Legge finanziaria per il 2008 e la previsione di cui all’articolo 48, dello stanziamento di fondi per programmi di cancellazione del debito estero, sottolineando l’importanza di assicurare trasparenza e certezza rispetto ai processi di indebitamento dei paesi in via di sviluppo e di presunzione di una condotta responsabile dei paesi creditori (responsible lending)
(AGI) - Roma, 4 ott. - Il Parlamento impegna il governo a verificare l'impatto su 77 ex colonie africane dei nuovi accordi commerciali tra Africa ed Ue (Epa) e, in particolare, a valutarne i termini temporali. Lo hanno riferito Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Fair e Mani Tese, che hanno salutato l'approvazione al Senato, a cinque anni dall'inizio dei negoziati di liberalizzazione commerciale tra Europa e Africa, Caraibi e Pacifico, di un ordine del giorno che impegna il governo "a una verifica e una revisione della politica commerciale dell'Unione Europea, particolarmente rispetto ai Paesi in via di sviluppo, e in particolare a valutare i termini temporali di conclusione dell'accordo al fine di permettere una piu' accurata e partecipata considerazione delle ricadute degli Epa sulle prospettive di sviluppo".
Il primo firmatario dell'ordine del giorno, il senatore Francesco Martone, ha detto in Senato
Yadana: anche la SAIPEM è complice
Il Manifesto, 30 settembre 2007-10-01
Un filo rosso lega oggi la Nigeria alla Birmania. Un filo che collega presente e passato, e apre una serie di interrogativi sulle attività delle imprese italiane in aree sensibili, caratterizzate da conflitti, spesso attivati dall’impatto socio-ambientale delle loro attività, o da gravissime violazioni dei diritti umani. Le agenzie di stampa hanno riferito nei giorni scorsi di un nuovo ulteriore assalto ad una infrastruttura collegata all’ENI, la SAIPEM, in Nigeria.. Una tragedia ricorrente, in un’area, il Delta del Niger, dove rivendicazioni etniche ed autonomiste, spesso innescate dalla frustrazione di intere comunità le cui vite ed I cui diritti sono fortemente pregiudicati dalle attività estrattive delle transnazionali che da decenni operano nell’area. L’altro capo del filo rosso, ci riporta indietro nel tempo, nel 1996. Il rapporto annuale della SAIPEM per quell’anno, sottolinea che "Fra le acquisizioni più significative del Gruppo Saipem, che nel 1996, sono ammontate
2 ott. 07
Ordine del Giorno DDL 1800 G1
MARTONE, MELE, DEL ROIO, COSSUTTA
Non posto in votazione (*)
(*) Accolto dal Governo
Il Senato,
in sede di discussione del disegno di legge n. 1800,
premesso che,
dal 2002 l'Unione Europea e i Paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, (ACP), stanno negoziando Accordi di Partnership Economica (EPA), il cui obiettivo è di stabilire "nuovi aggiustamenti negli scambi, compatibili con le regole della WTO, che rimuovano progressivamente le barriere agli scambi tra Unione Europea e Paesi ACP", e che dovrebbero costruire "iniziative di integrazione regionale tra i Paesi ACP "e promuovere" lo sviluppo sostenibile contribuendo in quegli stessi Paesi allo sradicamento della povertà";
2 ottobre dibattito su DDL 1800 ratifica accordi di Cotonou
MARTONE (RC-SE). Signor Presidente, l'ordine del giorno che ho presentato con i senatori Del Roio, Mele e Cossutta riguarda una questione molto importante collegata al disegno di legge che stiamo discutendo.
Mi riferisco alla necessità di assicurare che gli Accordi di partenariato economico, ovverosia gli accordi commerciali che l'Unione Europea sta negoziando con i Paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, siano improntati a criteri di equità, giustizia economica e sociale e reciprocità.
Riconvertire le fabbriche di armi per una politica di pace
Di Francesco Martone
Articolo di prossima pubblicazione su Mosaico di Pace, rivista di Pax Christi
Settembre 2007
"Si vis pacem, para pacem", se vuoi la pace preparati alla pace. Questo potrebbe essere il cardine intorno al quale sviluppare una proposta politica coerente e radicale che possa contribuire a fare del nostro paese un attore di primo piano nella prevenzione diplomatica e nonviolenta dei conflitti.
seduta Commissione Esteri, giovedì 27 settembre 2007
D.D.L.(1800) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo che modifica l'Accordo di partenariato a Cotonou tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, con allegati, dichiarazioni e Atto finale, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, fatto a Lussemburgo il 25 giugno 2005; dell'Accordo interno tra i rappresentanti dei Governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, che modifica l'Accordo interno del 18 settembre 2000 relativo ai provvedimenti da prendere ed alle procedure da seguire per l'applicazione dell'Accordo di partenariato ACP-CE, fatto a Lussemburgo il 10 aprile 2006; dell'Accordo interno tra i rappresentanti dei Governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, riguardante il finanziamento degli aiuti comunitari forniti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2008-2013 in applicazione dell'Accordo di partenariato ACP-CE e lo stanziamento degli aiuti finanziari ai paesi e territori d'oltremare ai quali si applica la parte quarta del Trattato CE, fatto a Bruxelles il 17 luglio 2006
(Seguito dell'esame e rinvio)
Intervista per il quotidiano on-line la Voce d’Italia, settembre 2007
Sempre minori consensi alla privatizzazione dell’acqua
UN VOTO DEL SENATO A FAVORE DELL’ACQUA PUBBLICA
Intervista al Senatore Francesco Martone presentatore dell’Ordine del giorno approvato
Da sempre l’acqua è un bene essenziale per tutti gli esseri viventi di questo Pianeta, eppure oggi più di un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile. La questione ormai ha raggiunto una dimensione tale da far nascere la definizione di "oro blu".
Ma anche in Italia esiste un problema idrico: una buona fetta della popolazione del nostro meridione non può usufruire appieno di questa risorsa, anche per colpa di acquedotti e reti di distribuzione irrazionali, pieni di perdite e di inefficienze.