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I n merito all’ordine del giorno approvato dal Consiglio provinciale di Oristano, che pone l’accento sulla inderogabile necessità di smantellare il poligono di Capo Frasca interviene il senatore della Sinistra Europea-PRC Francesco Martone ;che ha dichiarato: “ Riceviamo l’appello dei rappresentanti della Provincia di Oristano che in rappresentanza degli elettori ci chiedono un urgente intervento affinché la gabbia d'interdizioni militari in terra, in mare e in cielo che imprigiona la Sardegna venga abbattuta.” La dismissione del poligono, può rappresentare un’occasione unica per il rilancio del territorio, in termini di produzione di nuovi posti di lavoro, di riqualificazione del territorio e di trasformazione dello stesso in un laboratorio di sviluppo e cultura per tutto il bacino mediterraneo.
“Come delegazione di Rifondazione e della Sinistra Europea siamo riusciti a far inserire nel programma dell’Unione, continua Martone, che da anni lavora a fianco del movimento pacifista ed antimilitarista, l’impegno a rivedere la situazione convocando la seconda Conferenza sulle Servitù militari nel paese, la stragrande maggioranza delle quali sono in Sardegna. Oggi però bisogna assicurare, oltre ai dovuti indennizzi, la bonifica delle acque e la pulitura dei fondali dalle tonnellate di bombe, esplose e inesplose, che strappano le reti facendo perdere il pescato e danneggiano l’ecosistema e la biodiversità marina".
E’ allarmante quanto si legge in un’ordinanza del 2005 della Capitaneria di Oristano che dimostra la situazione dei lavoratori della pesca e dei pericoli a cui vanno incontro “Gli utenti del mare che si trovino a transitare, ancorare e pescare nella zona di mare delimitata dalla contingente i punti di seguito riportati, prestino la massima attenzione in quanto è tuttora accertata o probabile la presenza sul fondo di mine magnetiche, siluri, proiettili od altri ordigni esplosivi, pericolosi per la navigazione”
Sarà costante l’ impegno mio e dell’intero gruppo di Rifondazione in Senato per assicurare il sostegno alla lotta dei pescatori di Capo Frasca che, a difesa del loro posto di lavoro, si oppongono alla marina militare italiane ed al alle forze armate che si esercitano sul loro mare. Conclude Martone
